INTERVISTE

GINA BARILLA: UNA MAMMA UN PO’ DISTRATTA

novembre 23, 2015
gina barilla stormoms
Lei è Francesca, meglio conosciuta come “Gina Barilla: una mamma un po’ distrattaQUI scoprite perchè!
Questo mese è lei la protagonista della Community delle Stormoms, ebbene sì… Francesca è la #stormomdelmese di novembre!
E’ stato veramente un piacere averla mia ospite e conoscerla più da vicino.
Non mi sembra affatto una mamma “distratta”, ma al contrario una mamma molto premurosa, presente e “coccolona”.
 
Forse è proprio per questo che questo mese ha lanciato sulla Community l’hashtag #tienimivicinomamma!
Ricordatevi che avete tempo fino a fine mese per condividere sui Social una foto, un post su Facebook o un articolo sul vostro Blog (se siete anche voi Blogger).
Nel frattempo godetevi l’intervista!
 
 

INTERVISTA A GINA BARILLA,

BLOGGER E #STORMOMDELMESE DI NOVEMBRE

 

1. Quali sono i pro e i contro dell’ essere dei genitori “troppi presenti”?
 
Secondo me, lasciare ai nostri figli la libertà di sperimentare e di sbagliare è uno dei compiti più difficili che esitano. Sopratutto oggi, che facciamo meno figli, che passiamo meno tempo con loro, che sentiamo il giudizio degli altri sempre in agguato.
Anche solo i nostri nonni (che non lo ammetteranno mai e saranno i nostri principali giudici ed elargitori di consigli non richiesti) non hanno mai prestano così attenzione all’educazione dei figli come facciamo noi oggi.
I nostri genitori poi, nel 99% dei casi, non avranno nemmeno letto un libro su come crescere i figli: un po’ te lo diceva il pediatra, un po’ la tua mamma, un po’ la vicina, un po’ l’amica.
Noi quanti ne abbiamo letti? A quanti corsi, seminari, incontri abbiamo partecipato?
 
A volte segnamo in agenda il tempo da passare con i nostri figli: sabato pomeriggio in famiglia. Così, per non sbagliarci.
Diciamo ai nostri figli come giocare, interveniamo se non usano il gioco come dice il libretto di istruzioni, facciamo da mediatori nei litigi prima ancora che avvengano. Temiamo che si facciano male, che si ammalino, che non si divertano abbastanza.
 
Io ogni tanto faccio un esercizio: lascio i miei figli in giardino a giocare e io me ne sto in casa a fare altro. Sapete quante volte li sento urlare e piangere? Tante. Tantissime. E quante arrivano da me con quelle lacrime? Quasi mai. Perché se li lascio fare, se non intervengo, se riesco a non fare da giudice non richiesto, loro una soluzione la trovano sempre, o quasi.
E sapete quante volte li riprendo, correggo un loro comportamento, gli faccio un pippotto su come si gioca quando sono seduta sul tappeto con loro? Troppe.
 
Con questo non voglio dire che uno se ne deve infischiare. No.
Ma che i bambini vanno osservati nel gioco, vanno guidati all’inizio e poi vanno lasciati liberi di interpretare le cose al loro meglio (Una macchinina non va per forza guidata, può anche essere spinta, o capovolta per essere aggiustata da un meccanico immaginario…e tanto e tanto ancora che magari non comprendiamo). Il nostro compito, come genitori, non è quello di essere sempre al loro fianco, ma di essere sempre disponibili, quando loro ci cercano.
 
 
2. Cosleeping: dormire con i bambini nel lettone, giusto o sbagliato?
 
Ognuno deve guardare nella sua camera da letto e trarre la sua risposta.
In ogni scelta ci sono i pro e i contro, vanno valutati con il partner e la strada va percorsa insieme.
Perché sia che dormano con voi o in un’altra stanza, di notte si sveglieranno e un compagno, nella stanchezza, deve essere il nostro alleato, non il nostro antagonista.
 gina barilla stormoms
 
3. Che tipo di mamma sei? Dedichi del tempo a te stessa oppure appena hai un attimo libero stai con i tuoi figli?
 
Sono una mamma presente. Per forza e per scelta.
Ho un lavoro abbastanza flessibile che mi permette di stare con i miei figli al pomeriggio, ma ho anche dei nonni molto impegnati, che possono aiutaci in modo misurato. E un marito turnista, che non sai mai quando c’è e che magari all’ultimo cambia turno.
Diciamo che sono un po’ la stella fissa di casa. Questo fa sì che il mio tempo libero sia principalmente la notte e in altri rari momenti.
Quando c’è la possibilità di avere un po’ di tempo libero dai bimbi, io e mio marito cerchiamo di passarlo insieme, come coppia. Anche se questo vuol dire rinunciare all’estetista.
 
 
4. Hai mai lasciato i tuoi figli a casa dei nonni a dormire per una serata solo tua e di tuo marito?
 
Una o due volte al mese io e mio marito ci prendiamo una serata per noi. Per andare al ristorante, al cinema, per stare insieme. Per sederci e guardarci negli occhi. Per ritrovare quel ritmo di dialogo che spesso, con due bimbi piccoli in casa, non è concesso.
Per queste sere però viene una signora a guardarci i bimbi, la sera i nonni non sono disponibili. E’ successo che il mio bimbo più grande sia andato a mangiare e a dormire dalla nonna, ma per sua scelta (e insistenza della nonna), non per necessità. Il piccolo è sempre rimasto con noi, non è mai andato a dormire altrove.
 
gina barilla
 
5. Cosa non bisognerebbe mai dire ad una neomamma che ha appena partorito?
 
Non lo so. Ogni donna è diversa e ogni donna ha bisogno di non sentirsi dire cose diverse.
 
 
6. Cosa invece avresti voluto sentirti dire dopo la nascita dei tuoi figli che nessuno ha detto?
 
Sono qui per passare due ore con te e per aiutarti. Come posso farlo?” 🙂
 Ecco forse questa è la cosa migliore da fare.
 
 
7. Fino a che età è  giusto allattare? Raccontaci la tua esperienza!
 
Una mamma deve allattare finchè se la sente. Non esiste un’età giusta, esiste un giusto equilibrio tra ciò che fa bene al nostro bambino e ciò che fa bene a noi.
Il mio primo figlio l’ho allattato fino a 9 mesi, finchè il latte non mi è proprio sparito. Per ignoranza, l’ho allattato sempre meno fino ad arrivare ad una ciucciatina al giorno, che il mio fisico ha registrato come un quantitativo non valido e così non ha più prodotto latte.
Ammetto che nè io nè mio figlio ne abbiamo sofferto più di tanto, lui aveva il ciuccio e non ha mai usato il seno come coccola o consolazione, ma solo come nutrimento. Non ero pronta a vedere l’allattamento al seno come qualcosa di diverso da un puro nutrimento.
 
Il secondo..lo allatto ancora oggi, che ha quasi 27 mesi. Abbiamo trovato il nostro equilibrio: prende il seno solo per addormentarsi e di notte.
In questo momento, ad esempio, mi sta pesando questa sua richiesta. Cerco di limitarla anche nella notte ma quando diventa irremovibile, cedo.
Mi rendo conto che per lui è importante, che per lui non è nutrimento ma coccola, riappropriarsi della mamma, un momento speciale. Un istante prima di attaccarsi sul suo viso si forma un’espressione di tale felicità e beatitudine che difficilemente vedo in altri momenti della giornata. Per questo, anche se sto facendo fatica, non sto smettendo.
E’ questo l’equilibrio di cui parlo: tra il proprio benessere e quello del proprio bambino. E’ ovvio che se ad una donna allattare crea malessere, non deve nemmeno iniziare! Meglio un bambino nutrito artificialmente da una mamma serena, che un bimbo allattato da una mamma stressata.

Grazie molte Francesca per aver condiviso con noi la tua esperienza di mamma!

Siete curiose di conoscere la #stormomdelmese di dicembre?

Seguite le Stormoms sulla Pagina di Facebook Stormoms e presto lo scoprirete!

Vi aspetttiamo!

 Se anche tu desideri rilasciare un'intervista a MAMMAONWEB
scrivimi a
blogmammaonweb@gmail.com


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2 Comments

  • Reply Gina Barilla novembre 25, 2015 at 9:44 am

    Wow! Che emozione leggersi!
    (e sembro pure una un po’ saggia!)
    😉

    • Reply Mammaonweb novembre 25, 2015 at 12:09 pm

      Grazie a te Francesca! E’ stato veramente un piacere conoscerti!
      Grazie per tutto quello che ci hai raccontato….ti aspetto ancora!

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